Non ci capiamo

Siamo una civiltà molto alfabetizzata per quanto riguarda il linguaggio della logica, che guida il dibattito e la discussione, ma semi analfabeta per quanto riguarda il linguaggio emotivo e il dialogo empatico.

L’organizzazione d’impresa, dopo la famiglia, è uno dei principali luoghi dove nascono i conflitti, raramente riconosciuti, dichiarati e gestiti, con conseguenze gravose sui risultati dei gruppi di lavoro e dell’impresa stessa. Per questo motivo, a parità di competenze, i manager che sviluppano intelligenza emotiva ed empatica hanno un notevole vantaggio competitivo. Con le nuove generazioni che entrano nel mercato del lavoro, nuovi modelli di leadership, cortese- inclusiva e autorevole, si affacciano all’orizzonte come risposta contemporanea alla crisi della leadership basata su modelli autoritari.

Per avvicinare questa nuova possibilità di leadership, siamo partiti dalle emozioni, dal loro riconoscimento, e dal linguaggio come principale strumento di comunicazione, che può facilitare o bloccare relazioni a seconda di come viene usato.

Abbiamo costruito un ciclo di workshop che lavora sul linguaggio della non violenza e sul ruolo delle emozioni nella gestione delle relazioni generative per arrivare poi ad affrontare il conflitto, come opportunità da gestire piuttosto che come spauracchio da evitare.

Lo facciamo parlando di ascolto, empatia, riconoscimento dei bisogni dell’altro, spersonalizzazione delle sue richieste, linguaggio sciacallo e linguaggio giraffa, silenzio, cambio di paradigma, riconoscimento reciproco, ruolo, autorevolezza.

Il tutto con un duplice intento: imparare a prevenire i conflitti e, se ci si trova, gestirli, i nostri e quelli dei collaboratori.

Il progetto pilota è pensato ed erogato per gli associati romani e milanesi di CFMT, Centro di Formazione Manager del Terziario.